Wednesday, December 14, 2005

MERCOLEDI 14/12/2005 NASCE THB BLOG


Ciao ragazzi (amanti del frisbee freestyle e no),
questo blog nasce per la nostra esigenza di comunicare a più persone possibili la nostra passione per il disco volante.
Personamente il mio amore per il frisbee è nato un giorno di ormai 18 anni fa in una spiaggia di Malibu dove due ragazzi usavano questo disco non solo fermandolo e lanciandolo ma dandogli con l'aiuto dei piedi, dei gomiti, della testa e delle mani un ciclo continuo. Effettivamente a quell'epoca avevo solo 8 anni e i ricordi sono un po' sfuocati ma in tutti questi anni quando riuscivo ad avere in mano un disco provavo a lanciarlo e a prenderlo facendo salti o lanci diversi e mantendendo sempre viva nella mia mente quell'immagine di quei ragazzi in spiaggia che facevano cose per me "impossibili"...ma cosa è veramente impossibile? quali sono i limiti che abbiamo? dopo 15 anni dal colpo di fulmine per quell'oggetto volante ho cominciato insieme ad un ragazzo (DEPA) a provare a tenere un disco sul dito e a provarlo a far rimbalzare sui piedi e dopo poco quel ricordo di tanti anni prima cominciò a farsi più vivo. Poco tempo dopo l'incontro con un ragazzo un po' più grande di noi (ALI) mi ha dato nuova linfa e sono riuscito a trasmettere quel poco che avevo imparato e ad imparare da lui tante nuove possibilità di gioco ma a quel punto la notizia del campionato mondiale freestyle 2004 giocato a nemmeno 100Km da casa nostra ci ha attirati troppo e abbiamo deciso di andare tutti e tre a vedere dal vivo i campioni che nemmeno conoscevamo, e soprattutto senza sapere qual'era il loro modo di giocare.
Quel giorno a Rimini rimanemmo estasiati e confusi per quello che vedemmo, frisbee che volavano ad una distanza molto ridotta rispetto alle nostre abitudini, frisbee che giravano intorno ai corpi di quegli alieni, frisbee che non si fermavano mai e che quando lo facevano era dopo essere passati dai posti più impensabili. Pian piano qualcuno di quei ragazzi ci avvicinava (o forse eravamo noi che ci avvicinavamo, che importa!) e provava a farci capire cosa bisognava fare per "codificare" quel tipo di gioco, probabilmente all'inizio nemmeno capimmo perchè quei campioni ci parlavano e provavano a giocare con noi ma quando quello stesso giorno una signora bionda che sembrava far parte dell'organizzazione (LUI) ci convinse a salire su quel tappeto rosso dove avevano giocato fino a pochi minuti prima i migliori giocatori al mondo e a provare proprio insieme a loro a far vedere quello che sapevamo fare non ci abbiamo pensato due volte; giuro non sapevamo fare praticamente niente, non ci eravamo mai messi un'unghia sulle dita per giocare, non avevamo mai pulito il frisbee come se fosse un piatto su cui mangiare e non avevamo mai messo dello spray per farlo meglio scivolare (quest'ultima è anche per la rima)...quella sera capimmo perchè i giocatori ci provavano ad invogliare, era per trasmetterci quello che solo stando a contatto con loro potevamo capire, quel giorno imparammo poco ma le settimane che seguirono i filmati e le immagini vive nelle nostre menti ci aiutarono molto a muovere i nostri primi passi.... Ci siamo iscritti al nostro primo torneo, facendo peraltro una pessima figura ma capendo sempre più dove dovevamo arrivare, e l'incontro con alcuni giocatori, Tom Edo e Fabio ci hanno fatto imparare nuove tecniche e qualche nuovo trick. Quando ho conosciuto Matteo oltre a trovare un vero amico ho trovato la persona più giusta per fare unire nella mia mente l'idea che questo sport (c'è chi lo chiama gioco ma credo siano persone poco curiose per addentrarsi dentro un mondo così nuovo) e la libertà vanno avanti mano nella mano. Ed è per tutte queste sensazioni che mi ha fatto provare il frisbee che ora provo a trasmettere a nuove persone quello che ho imparato sempre insieme ai ragazzi che per primi sono entrati con me in questo viaggio. Credo che oltre alle tecniche è stata proprio l'idea di libertà a catturarmi e solo comunicando apertamente con tutti coloro che sono interessati riuscirò ad aprire quella porta che fortunatamento sono riuscito ad aprire io.
Grazie a chi, nominato o no, si sente coinvolto nella mia storia.